lunedì 13 ottobre 2014

Partire è un po' vivere

Io mica l'ho capito il perchè.
Involtini primavera a parte, l'Asia in quarant'anni non mi ha mai attirato.
Ma per fare un viaggio non è necessario sapere i perchè. 

(foto di Silvia Carrozzo)

Kathmandu, biglietto di sola andata.
Non ho idea di quanti mesi starò via, né di dove andrò dopo il Nepal. Dai ghiacciai dell’Himalaya è previsto il sudest asiatico, ma potrei arrivare fino all’Oceano Indiano o al deserto del Gobi.
Fare le valigie è un rito ormai levigato da venticinque anni di nomadismo.
Il costume da bagno conta come bandana, la maglietta in microfibra come asciugamano, il passamontagna come sacchetto degli sporchi, la penna come cannuccia per bere dai cactus.
Alla fine entra tutto in uno zainetto di otto chili.  
Solo bagaglio a mano: la prima scommessa è vinta.
Devo solo ricordarmi di togliere le mutande sporche prima di infilarmi in testa il passamontagna.

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NOTA: ove non indicato, le foto sono allegramente saccheggiate dalla rete.

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