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| Ogni giorno mi sveglio e il Budda dorato mi sorride dalla terraferma |
Decido di passare l'ultimo giorno davanti al Mekong. La festa è finita, il silenzio riempie di nuovo l'isola. Mi siedo a un tavolino di legno e lì passo l'intera giornata. Senza pensieri. Senza muovermi. Senza scrivere, senza leggere, senza quasi neppure parlare con Nicolet che ne approfitta per riposarsi. Guardo scorrere lento il fiume. Una barca riporta a casa i contadini che hanno venduto la loro verdura al mercato. Un pescatore getta le reti e aspetta pazientemente che qualche pesce rimanga impigliato. I bambini giocano pacificamente. Sulla riva opposta il colossale budda dorato mi guarda con occhi sereni.
Lentamente il cielo diventa rosso, ed è subito sera.
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| Sono emozionato come se dovessi dire addio a un amico caro |
Addio Laos.
Ero venuto in cerca di avventura e me ne vado via con il cuore colmo di pace e tranquillità, il ritmo pigro del Mekong che mi scorre dentro. Lo terrò come ricordo. Così come l'innocenza dei tuoi abitanti, che ripongono i soldi in scatoline di legno aperte sopra il bancone, che non sanno ingannare i turisti, che sorridono amabilmente anche quando non comprendono nulla, che lasciano le porte aperte, che non conoscono la malizia e la prepotenza.
A Don Khong, senza elettricità fino a pochi anni fa, stanno costruendo due ponti che lo collegheranno alla terraferma. Al Laos succederà lo stesso. I cinesi progettano la costruzione di venti nuove dighe lungo il Mekong, per sfruttarne a pieno il potenziale idroelettrico. E nel 2015 il treno ad alta velocità tra Bangkok e Shangai passerà per il paese, attualmente privo di rete ferroviaria.
Il Laos, il mio Laos, non sarà mai più lo stesso. Gli sguardi puri e sorridenti della sua gente si tingeranno di altri colori. La loro innocenza si trasformerà in chissà che cosa.
Spero almeno che per quel giorno gli stramaledetti galli siano tutti morti.
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| Sullo sfondo il futuro del Laos, in mano alle gru cinesi |



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